Visita di Controllo dei nei

Il nostro voto

A cosa serve la mappatura

La mappatura dei nei è un controllo che andrebbe fatto almeno una volta nella vita. Sole, tintarella artificiale e creme solari non adatte stanno, infatti, facendo aumentare in tutti i Paesi occidentali i casi di melanoma, un tumore della pelle molto aggressivoche scoperto tempestivamente consente terapie efficaci e la guarigione completa. La prevenzione parte da buone abitudini e dall’ambulatorio del dermatologo.

 

Una mappa salva-vita

nei sono macchie pigmentate formate dall’accumulo di melanociti, le cellule che producono melanina. Stimolata dal sole e dai raggi Uv, la melanina è responsabile del colore della pelle e dell’abbronzatura. Quando bisogna preoccuparsi?

«Ogni neo rappresenta un’anomalia della pelle che si caratterizza per un accumulo di melanociti. Nella maggior parte dei casi si può stare tranquilli, perché il neo resterà lì per tutta la vita senza dare problemi – spiega il professor Marcello Monti, responsabile di Dermatologia in Humanitas e docente di Dermatologia all’Università di Milano –, ma in altri, fortunatamente più rari, i nei potrebbero degenerare e dar vita a un melanoma».

Lettini solari, l’ossessione della tintarella, l’esposizione ai raggi solari senza protezione e nelle ore più calde sono i pericoli maggiori.

«Purtroppo negli ultimi anni stiamo assistendo in tutti i Paesi occidentali a un aumento dei casi di melanoma, che dopo una costante diminuzione sono tornati a crescere dagli anni ’80 in poi», ricorda Monti.

Per questo la prevenzione è importante. «Grazie al dermoscopio, un piccolo microscopio che si posiziona sulla pelle, il dermatologo – continua Monti – ha la possibilità di esaminare in profondità caratteristiche del neo che non sarebbe possibile individuare a occhio nudo».

Con la mappatura dei nei (o mappatura nevica) il dermatologo ha l’opportunità di visualizzare e memorizzare su un computer le immagini dei nei e verificare nelle visite successive se hanno avuto un cambiamento di forma e colore. Si definisce atipico il neo (o nevo) che ha una forma disomogenea, è più grande di altri, è asimmetrico, ha colorazioni diverse e bordi frastagliati.

 

Quando fare l’esame?

La dermoscopia (o epiluminescenza) non provoca alcun dolore e dura circa mezz’ora. Il dermatologo osserva la pelle e i nei direttamente nel dermoscopio (o dermatoscopio) o più spesso mediante un monitor collegato all’apparecchio. «Se a un ulteriore controllo – ricorda Monti – si presenta una modificazione del neo, deve suonare un campanello d’allarme che può indirizzare all’asportazione chirurgica e al conseguente esame istologico, il solo che può confermare se si trattava di un neo atipico o di un melanoma in una fase iniziale».

In ogni caso, grazie a un controllo precoce la guarigione è completa.

 

Quando andrebbe fatto il primo controllo?

«L’età migliore è subito dopo la pubertà – risponde l’esperto – vale a dire dopo i 16 anni per le ragazze e i 18 anni per i ragazzi, ovvero quando finito il completo sviluppo sessuale i nei dovrebbero essersi stabilizzati. Se al primo controllo non ci sono nei atipici, basta l’autocontrollo del soggetto negli anni a seguire. In caso contrario si può fissare, in base al grado di irregolarità del neo, un controllo dopo 6 mesi o 1 anno».

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