Prevenzione della sordità

La perdita uditiva è un evento fisiologico che va di pari passo con l’avanzare dell’età (presbiacusia). Se la vita umana arrivasse a duecento anni saremmo tutti sordi. Occorre quindi capire quali sono quei comportamenti che portano ad un peggioramento uditivo e vedere che cosa si può fare per evitare il decadimento di questo senso così importante.

Il primo fattore di rischio è il rumore intenso.

L’uomo si espone a rumori intensi per motivi professionali e voluttuari. Per rumore intenso nel settore lavorativo s’intendono quegli ambienti dove il rumore supera 85 dB. Nelle discoteche il rumore può raggiungere i 100 dB ed anche superarli.
Il rumore industriale è oggetto di numerose disposizioni legislative a tutela del lavoratore. Per tutelare i lavoratori si agisce su due fronti: quello delle protezioni individuali (tappi e cuffie antirumore) e quello dell’insonorizzazione delle macchine. La vera protezione è l’insonorizzazione delle macchine utensili, ma esistono dei seri ostacoli a realizzarla. Indubbiamente l’uso di otoprotettori individuali è una importante alternativa quando non si può far nulla sulle macchine. Se siete lavoratori in ambiente rumoroso è bene che facciate il possibile per prevenire danni verificando che quanto ho scritto sia poi messo in pratica nello stabilimento.
L’effetto del rumore sull’uomo è un problema individuale, questo problema prende il nome di trauma acustico cronico. I lavoratori, soprattutto i giovani, non si rendono conto dell’importanza di proteggere il loro udito quando questo è perfetto. Nonostante che i datori di lavoro forniscano gli strumenti adatti affinchè il lavoratore si protegga, questi ultimi spesso non li usano. Questo è il vero problema. Il lavoratore deve comprendere che la perdita uditiva per effetto del rumore è un danno estremamente subdolo. La frequenza che maggiormente è interessata è quella di 4000 Hz.
Qui sotto riporto un esame dell’udito di un lavoratore esposto a rumore dopo pochi anni di esposizione. Come si può osservare il tratto che comprende le frequenze gravi e centrali è normale. La voce di conversazione è compresa entro i 2000 Hz e pertanto questo lavoratore non ha problemi nei rapporti sociali, sente bene le persone quando parlano. Egli in realtà ha già un grave danno uditivo, irreversibile, e non se ne accorge. E’ questo il vero problema del peggioramento uditivo del lavoratore esposto a rumore: subisce un danno e non se ne accorge.

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Cosa fare per prevenire la sordità?
Tutte le volte che si vuole combattere un nemico bisogna conoscere il nemico. In questa occasione il nemico è il deterioramento progressivo dell’udito e possiamo conoscerlo sottoponendoci periodicamente ad esami audiometrici.Occorre distinguere le persone in due gruppi: chi è a rischio di danno uditivo e chi non lo è.

Per le persone non a rischio consiglio un esame audiometrico ogni 5 anni fino a 50 anni di età, poi un’esame ogni tre anni fino a 70 anni e dopo un esame ogni anno. Ovviamente l’esame audiometrico dovrà essere eseguito in tempi brevi se c’è un rapido peggioramento sensoriale acustico.

Per persone a rischio intendo quelle che lavorano in ambienti dove c’è una rumorosità ambientale superiore a 80 dB(A) oppure che soffrono di malattie croniche dell’orecchio o hanno una familiarità per ipoacusia. Per queste persone è bene che si sottopongano ad esame audiometrico una volta all’anno, indipendentemente dall’età.

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